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Il mio patrimonio digitale: come lo gestisco?

Entrare in relazione con gli altri e costruire rapporti di comunicazione significa anche dare vita a un patrimonio informativo che si arricchisce nel tempo e che entra a far parte della nostra storia. Un patrimonio di memoria che racconta chi siamo e produce valore. E, se da un lato la polis digitale in cui siamo immersi ci aiuta ad accumulare e accrescere ogni giorno questo valore, dall’altro – paradossalmente – non sempre ci aiuta a  conservarlo e organizzarlo adeguatamente.

Quando ho cominciato ad usare in modo sempre più massiccio la Rete, ho avuto un periodo di totale euforia in cui Internet mi pareva il luogo dell’abbondanza, una sorta di Paese della Cuccagna in cui potevo soddisfare ogni curiosità e trovare informazioni su qualunque argomento, facendo ricerche, scrutando i social network, iscrivendomi a forum, gruppi di studio, newsletter, aggregatori, e allungando a dismisura la lista dei miei segnalibri.

Poi ho scoperto l’uso di Internet come cloud, ossia come contenitore, grazie al quale potevo tranquillamente dimenticarmi di copiare i miei documenti su chiavette varie, perché tanto avrei ritrovato tutto, ovunque: foto, documenti, musica, giochi. Bastava sincronizzare i dispositivi e tutti gli account che uso. Per non parlare dei servizi di cloud storage: decidi con chi condividere, lavori a distanza, sei sempre aggiornato sui documenti del progetto. Parevo un direttore d’orchestra che ha a disposizione centinaia di professori da dirigere :-) . Una vera pacchia!

Dopo questa prima totale esaltazione, a forza di link, tag, condivisioni, sincronizzazioni, account mail straripanti di scambi, documenti in dropbox che sparivano e non potevano essere recuperati, ho cominciato a perdere il controllo della situazione e l’orchestra ha cominciato a trasformarsi sempre più in quella di felliniana memoria!

Ancora oggi sono costretta a controllare decine di fonti di informazione, la maggior parte in cloud. Per quanto riguarda me, forse anche complice l’anagrafe, che noncurante delle mie proteste conosce solo la marcia avanti, mi sento letteralmente travolta e soprattutto comincio ad avere serie difficoltà a ricordare dove si trova ciò che mi interessa, dove l’ho conservato, chi me l’ha inviato e dove! Perché il problema non sono solo le informazioni che produco io. Se la comunicazione avvenisse in un’unica direzione sarebbe facile!

Come dice Enzo Augieri, proprio perché sono all’interno di un network, è naturale che spesso siano i miei interlocutori a decidere il canale utilizzato per comunicare con me. Il che mi costringe a gestire anche fonti che io non avevo primariamente scelto e, a meno di decidere di chiudere una canale di comunicazione, devo inserire anche quelli nella mia lista!

Il che mi riporta al problema iniziale: come faccio a ritrovare, gestire e organizzare tutte le informazioni che entrano a far parte del mio patrimonio digitale? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione :-) . Mi aiutate?

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